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domenica 16 dicembre 2012

Il tasso, la volpe, il capriolo


In una piccola valle, avvolti da un paesaggio maestoso che con alte cime limita l'orizzonte, ci si sente protetti. Lontani dalla città, ma non per questo isolati dal mondo, la montagna diventa maestra e guida, e, togliendo la visione dello spazio intorno, invita alla riflessione, all'immaginazione di ciò che sta oltre lo sguardo. Le vette offrono riparo, ma anche inquietudine e desiderio di scoperta: è facile sentirsi imbrigliati in una realtà piccola e apparentemente immobile. Il desiderio di andarsene, di cercare qualcosa oltre, si accompagna immancabilmente alla nostalgia di uno spazio in cui sentirsi umani, in cui ritrovarsi. Tutto può essere imparato e scoperto anche in una dimensione così parziale, e chi è rimasto non si è accontentato, perchè qui accontentarsi non significa arrendersi, ma ritenersi soddisfatti di ciò che si ha. Piccole cose. Come l'incanto del passare delle stagioni, quando tutto si colora e cambia faccia. La prima neve, che rende tutto magico e voluttuoso.
O ancora, scorgere un piccolo tasso che corre verso il suo rifugio, una volpe che si nasconde sospettosa tra gli alberi, un gruppo di caprioli che scende timidamente a valle per cercare un po' di cibo. Fermarsi ad ascoltare il vento che soffia forte e che scuote gli alberi, sentire il profumo della resina nei pineti, le nuvole che corrono veloci per lasciare spazio al cielo azzurro Non è mai scontata, la natura. E non è nemmeno semplice cogliere i regali che ci fa, quando ci mette di fronte alla sua verità, alla sua forza. Bisogna avere gli occhi bene aperti per emozionarsi ogni volta di fronte alla sua bellezza, per imparare ad amarla. Ci si deve avvicinare in punta di piedi, in silenzio. Con la curiosità del tasso, gli occhi bene aperti di una volpe, il passo leggero del capriolo.


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