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mercoledì 27 febbraio 2013

Mentine

E quindi mi ritrovo alla riunione, quella del pizzino lasciato ieri dal capo.
Natura chiama e alle 12.30 in punto i partecipanti iniziano a tirar fuori da borse e valigette panini di tutte le forme e contenuti...Ovviamente, io, da indefessa lavoratrice quale mi credo, non mi sarei mai immaginata si potesse mangiare durante una riunione: ma che razza di menate che mi faccio...
Mi guardo in giro: eccoli,  tutti a pranzare compostamente mentre io li osservo con la stessa espressione, e salivazione credo, del  cane di Pavlov. La riunione non si interrompe come immaginavo, nemmeno per una pausa caffé; scrivono, mangiano, annuiscono con un'evidente capacità multiskill che mi lascerebbe basita, se solo riuscissi a non fissare con sguardo famelico (e quindi va da se' poco basito) i loro buonissimi panini. Ma il meglio deve ancora venire. La tipa di fianco a me è diversa. Lei caccia le mani nell'elegante borsa e tira fuori un peperone, una spessa fetta di formaggio, pane e un coltellaccio. Siamo all'avanguardia pura. Manco fossimo ad un pic nic sui castelli, e manca davvero solo la fiaschetta di vino e la tovaglietta a quadri, il mio nuovo esempio di vita inizia ad affettare il peperone, che sgranocchia con gusto, e a tagliare il formaggio, mentre briciole di pane si posano sul suo impeccabile tailleur. Tutto sul tavolo riunioni. Con totale nonchalance. Che donna, che donna!
Io, dopo un infruttuoso rovistare nella borsa alla ricerca di un cioccolatino perduto, di un pacchetto di crackers dimenticato, di una bustina di zucchero salvifica, trovo delle mentine,  benedette mentine, che centellinero' per le restanti inaspettate tre (e dico tre) ore di seduta.

domenica 17 febbraio 2013

Il silenzio del supermercato la domenica

Sguardi di intesa tra facce stravolte.  Dress code appena un gradino al di sopra di pigiama e ciabatte. Casalinghe alla ricerca dell'ingrediente mancante. Giovani con lo sguardo perso tra gli scaffali dei cereali. Silenzio. Uscire di casa all'alba delle 11 di una tranquilla domenica con la scaltrezza di uno zombie, in una lotta alla sopravvivenza che spinge ad abbandonare la comoda alcova per rifornirsi di generi di prima necessità, nel mio caso acqua frizzante e caramelline gommose a forma di animale, personalissima  ricetta ® per superare brillantemente ogni sintomo di una nottata epaticamente impegnativa, può diventare un'esperienza di coesione sociale in cui trovare un senso di familiarità e normalità, scambiandosi sorrisi di cortesia nella chilometrica coda alla cassa, con la faccia di chi sa che anche una parola sarebbe di troppo. Nemmeno la cassiera proferisce verbo.
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