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giovedì 26 marzo 2015

Fate vobis #2

Cari commentatori storici (a proposito m., mia prima commentatrice, ci sei ancora? se si, e lo spero tanto, batti un colpo! Ma pure Filippo, tutto bene?) e nuovi
Cari visitatori frequenti e sporadici che non vi fate mai sentire (e che un po' mi inquietate!  Dai, esprimetevi!), 
Cari malcapitati e naufraghi,  
sono di fronte all'annoso dilemma del "che post posto?". Annoso perché almeno una volta all'anno (è già passato tutto questo tempo?) vorrei conoscere le vostre preferenze. O come dicono quelli del marketing, testare i gusti del pubblico (che razza di cialtroni).
Dunque non saprei, io sparo lì qualche titolo che ho in mente e voi mi dite quel che può interessare:

1- Il giardino d'inverno dei vicini. Analisi antropologiche basate su ore di osservazione alla finestra. Uno studio comparativo su abitudini e stili di vita.
2- Breaking news mistiche su Settimo Sigillo e fine del mondo, dal verbo illuminato della ex-suora ora cuoca. Volete sapere o vivere nella beata (in questo caso ci sta tutta) ignoranza?
4- Un frigo che soffre in silenzio: aggiornamenti sulle coinquiline del monastero.
5- Teorie e tecniche della sopravvivenza umana. Il caso studio: superare illesi la performance  dell'artista concettuale.
6- Buttiamola in caciara. Uomini che si incontrano per fumare sigari: i pensieri dell'unica donna in sala.Io.

Ma ditemi, o voi lettori, in linea generale, che preferite? L'analisi sociologica? I racconti del monastero tra coinquiline e deliri mistici? Le mie esperienze culturali? I racconti di una migrante?
Sono con le mani già sulla tastiera...potessi campare di scrittura!

PS: Il tema lavorativo, non l'ho dimenticato, ma sto ancora raccogliendo informazioni ed esperienze, sotto forma di colloqui-fetecchia, il tutto in stile  Professione reporter poraccia; ci sto lavorando alacremente, ma ho bisogno di ancora un  po' di tempo per far fermentare il tutto.

venerdì 20 marzo 2015

Trovati uno sponsor


L'altra sera scendo in cucina col solo scopo di ravanare tra salamini e pecorelli altrui per trovare qualcosa da mettere sotto i denti nel mio reparto del frigo, oasi fatta di Parmigiano e di prosciutto, entrambi d'importazione (nel senso che me li trasporto qui in valigia), e che in momenti di magra (troppo tempo lontano da casa e conseguente mancanza di rifornimento), si fanno merce preziosa, da sottrarre alla vista di rapaci predatrici notturne (ladre di cibo in monastero: true story), e quindi da imboscare con dovizia. E, guarda un po', in the kitchen c'era un'ospite per cena. Ospite della sempreverde ex-suora ora cuoca, che alle volte si lancia in imprese filantropiche e decide di invitare alla sua mensa quelli che lei ritiene casi umani degni della sua guida spirituale  (ho già avuto modo di incontrare la professoressa di psicologia forense ora diventata colf per necessità e l'avvocatessa in disoccupazione che finge di andare a lavoro ogni giorno). Dopo aver cortesemente rifiutato di desinare a colpi di randellate per la salute del mio fegato (vi ricordo questo post qui), mi intrattengo, senza molto margine di scelta, con la simpatica combriccola. Del resto come perdermi un altro personaggio chiave di questa corte dei miracoli?

martedì 10 marzo 2015

Incontro con l'agenzia interinale

Vado all'incontro con l'agenzia interinale, quello di cui parlavo qui. Non so come questi abbiano avuto il mio curriculum e che vogliano da me, dato che a quanto mi scrivono nemmeno hanno un lavoro concreto da propormi, ma solo una loro proiezione futura, e quindi siccome mi ritrovo a vivere di stringente quotidianità e affitti da pagare, di norma mi rivolgo a interlocutori che abbiano almeno la parvenza di interessarsi al mondo delle possibilità reali di impiego. Poi io non li ho mai contattati a questi delle agenzie forte anche del fatto che quando stavo in Italia, ed ero iscritta da anni, l'unica cosa che sono stati in grado di presentarmi è stata un'offerta di lavoro come mulettista. Ma vabbè, mi hanno trovata. Vado a vedere che hanno da offrire, a parte il solito fumo negli occhi, e nell'atrio trovo una tipa in attesa che è la mia fotocopia.
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